Alcuni romanzi che non si limitano a raccontare una storia, ma chiedono al lettore di rallentare, respirare e di guardare dove solitamente preferiremmo non posare lo sguardo. Eppure noi due di Giulia Marziali, edito da Einaudi, fa esattamente questo: un’opera che ha il coraggio di iniziare lì dove tutto sembra finito (e con uno degli incipit più belli degli ultimi anni).
La narrazione prende il via da un tentativo di suicidio per trasformarsi, in modo inaspettato e delicato, in una storia di rinascita, di scoperta e di quella curiosità salvifica che ci permette di aggrapparci alla vita quando ogni altra ragione sembra svanita.
Marziali costruisce un intreccio che si muove sul filo sottile della fragilità umana, dove il ritrovamenti di un’ecografia diventa un punto di rottura e di ripartenza. È un libro che parla di un “noi due”, di un legame che si forma tra le crepe di due esistenze segnate, dimostrando che a volte, per ritrovarsi, bisogna accettare di perdersi insieme a qualcun altro.
Un’analisi clinica dell’anima: il dolore come punto di partenza
La scrittura di Giulia Marziali è affilata, quasi chirurgica, ma intrisa di una sensibilità che evita qualsiasi deriva nel patetico. L’autrice sceglie di non edulcorare il dolore, ma di esplorarlo in tutta la sua complessità, facendoci entrare nella mente di chi ha toccato il fondo.
Il romanzo non è una semplice cronaca di una crisi, ma una riflessione profonda su cosa significhi “restare” quando tutto spinge ad andarsene. La forza della Marziali risiede nella gestione dei silenzi e dei non detti: il dolore dei suoi protagonisti viene sia urlato, che intrappolato nelle pieghe dell’anima finché non ha altro posto se non esplodere.
Ciò che colpisce è come il romanzo riesca a trasformare un evento drammatico in un catalizzatore di vita. La curiosità che salva la vita non è una forza eroica, ma un istinto primordiale, un piccolo atto di ribellione verso il nichilismo. Marziali esplora le sfumature della solitudine e di come questa possa essere colmata non da grandi gesti, ma dalla semplice, miracolosa presenza dell’altro. Il microcosmo in cui si muovono i personaggi diventa il riflesso di un’interiorità frammentata che cerca disperatamente di ricomporsi. È un’opera che interroga il lettore sul senso di responsabilità verso se stessi e verso chi incrocia il nostro cammino nei momenti di maggiore vulnerabilità.
Costruisci l'innesco della tua narrazione
Ogni storia memorabile nasce da una frattura, un momento in cui la vita del protagonista cambia direzione per sempre. Giulia Marziali insegna che il "punto di rottura" non deve essere necessariamente un evento grandioso, ma un dettaglio capace di scardinare la realtà. Se stai scrivendo il tuo romanzo ma senti che il tuo inizio manca di quella "scintilla" che costringe il lettore a voltare pagina, i miei Servizi di Affiancamento e Consulenza Editoriale sono qui per aiutarti. Lavoreremo insieme per calibrare l'innesco della tua trama e assicurarti che il conflitto iniziale funzioni.
La gestione del ritmo emotivo
Giulia Marziali è bravissima a gestire il ritmo emotivo. In un romanzo che tratta temi così delicati, il rischio è quello di appesantire la narrazione o, all’opposto, di accelerare troppo verso una risoluzione consolatoria. Marziali, invece, mantiene una tensione narrativa costante dosando le informazioni: non ci offre subito la spiegazione del dolore dei suoi personaggi, ma ce lo lascia scoprire attraverso le loro azioni quotidiane. Per uno scrittore, questa è una lezione fondamentale: mostrare il trauma attraverso la reazione alla realtà, non attraverso la sua descrizione teorica.
Un altro elemento tecnico degno di nota è la gestione dello spazio e del tempo. In Eppure noi due l’ecografia diventa un “oggetto narrativo”, è un elemento statico che cambia significato con il procedere della storia.
In fase di revisione, consiglio sempre ai miei autori di cercare questi “oggetti-simbolo” che possono fare da ancora per il lettore. Se il tuo romanzo parla di cambiamento, trova un oggetto fisico che rappresenti quel cambiamento e usalo per scandire l’evoluzione del protagonista. Marziali ci insegna che, quando la trama è intima, sono i piccoli oggetti e le piccole abitudini a reggere il peso della struttura narrativa.
Il dialogo come strumento di introspezione
Il dialogo in Eppure noi due non serve solo a far avanzare l’azione, ma serve a definire lo spazio tra i due protagonisti. Giulia Marziali scrive dialoghi che sono, in realtà, monologhi interiori condivisi. Molti autori esordienti scrivono dialoghi dove i personaggi si dicono tutto, ma lei fa l’opposto: i personaggi si dicono il minimo indispensabile, lasciando che sia il lettore a colmare il vuoto. Questo crea una partecipazione attiva del lettore che è fondamentale per il coinvolgimento emotivo.
Quando lavoro con gli autori in fase di editing, suggerisco spesso di eliminare le battute esplicative. Chiediti: può il mio personaggio esprimere questo sentimento con un gesto invece che con una parola? Marziali padroneggia questa tecnica, permettendo al lettore di “sentire” la vicinanza o la distanza tra i personaggi senza bisogno di etichette.
Imparare a scrivere il sottotesto, ovvero ciò che non viene detto ma che è percepito chiaramente, è ciò che differenzia un buon autore da un grande narratore. È attraverso questa sottrazione che l’autrice riesce a farci “vedere” la ricostruzione dei suoi protagonisti, rendendo il loro percorso un’esperienza autentica e, nonostante il buio iniziale, incredibilmente luminosa.
Eppure noi due è un romanzo bellissimo, un esordio folgorante, che ci ricorda come la salvezza arrivi spesso da dove meno ce l’aspettiamo. Giulia Marziali firma un’opera matura, capace di abitare le ombre senza mai perdere di vista la luce. Per chi legge, è un viaggio catartico, per chi scrive, è una lezione di stile su come maneggiare la fragilità senza romperla. È un libro che non cerca di insegnare nulla, ma di condividere, con una voce ferma e sincera, la meraviglia, a volte spaventosa, di ricominciare.

Ciao, sono Sara Prian, Writing Coach e Consulente. Ti aiuto a passare dalla lettura alla scrittura.
