come gestire i dubbi di scrittura

Come gestire dubbi e insicurezze mentre scrivi: la guida editoriale per completare la tua bozza

Scopri come gestire dubbi e insicurezze mentre scrivi: consigli editoriali pratici per superare il blocco e completare la tua bozza.

Scrivere un libro significa prendere continuamente decisioni senza poter sapere in anticipo se saranno quelle giuste. Durante la stesura potresti cambiare idea, accorgerti che una scena non funziona, mettere in discussione un personaggio o arrivare a pensare di non essere capace di raccontare la storia che avevi immaginato. Questo fa parte del processo di scrittura.

Il problema nasce quando il dubbio smette di essere una domanda a cui cercare una risposta e diventa un giudizio definitivo su di te come autore. Imparare a separare “questa scena non funziona” da “non sono capace di scrivere” è uno dei passaggi più importanti per riuscire a portare avanti un progetto narrativo senza lasciarsi bloccare dall’insicurezza.

Nel corso dell’articolo analizzeremo le cause più frequenti dell’insicurezza nella scrittura, dalla paura di non essere all’altezza delle proprie aspettative alla tendenza a confrontarsi con altri autori, fino alla difficoltà di valutare il proprio manoscritto mentre lo si sta ancora costruendo. Vedremo anche come gestire l’autocritica, quando è utile fermarsi a verificare la struttura e quando, invece, è meglio continuare a scrivere lasciando la revisione a un momento successivo.

Troverai strategie pratiche per affrontare i momenti di incertezza, mantenere una direzione durante la stesura e sviluppare uno sguardo più equilibrato sul tuo lavoro. L’obiettivo non è eliminare completamente i dubbi, perché diciamocelo è praticamente impossibile, ma imparare a interpretarli e a capire quando possono diventare uno strumento utile per migliorare il romanzo.

Perché nascono i dubbi durante la stesura e come gestirli sul nascere

I dubbi durante la stesura nascono spesso dallo scarto tra la storia che immagini e quella che riesci concretamente a tradurre sulla pagina. Nella tua mente, una scena può essere già completa. Ne percepisci l’atmosfera, il ritmo, le emozioni e persino la voce dei personaggi. Quando inizi a scriverla, però, devi trasformare quella visione in parole, fare delle scelte e accettare che la prima versione non corrisponda perfettamente a ciò che avevi immaginato.

Generalmente è qui che il dubbio compare, ed ecco che arrivano le classiche domande: questa scena funziona?, sto scrivendo abbastanza bene?, la mia storia è davvero interessante? Il rischio è iniziare a correggere continuamente ciò che hai appena scritto, tornare sulle stesse pagine e perdere di vista l’intero intreccio.

Per gestire questi dubbi, durante la prima stesura è utile separare il momento creativo da quello analitico. Il tuo compito, in questa fase, non è dimostrare di saper scrivere perfettamente, ma portare la storia avanti. Se una scena non ti convince del tutto, puoi segnalarla e proseguire. Ma anche se non trovi la parola giusta, puoi lasciarla provvisoria, così come se hai un dubbio sulla struttura, puoi annotarlo senza interrompere necessariamente il flusso di stesura.

La prima bozza è materia di lavoro, non il risultato finale. Sarà durante la revisione che potrai valutare davvero il funzionamento delle scene, la coerenza dei personaggi, il ritmo e la qualità della scrittura. Confondere queste due fasi significa chiedere alla prima bozza di essere contemporaneamente esplorazione e prodotto finito, una richiesta che può alimentare proprio quei dubbi che rischiano di bloccarti.

Quando arriva il dubbio durante la stesura: cosa fare?

Non tutti i dubbi richiedono di fermare la scrittura. Prima di tornare indietro e riscrivere, prova a capire che tipo di dubbio stai avendo:

  • “Questa scena non funziona.”
    Chiediti: è un problema di struttura o semplicemente non ho ancora trovato le parole giuste? Se non sei sicuro, segnala il punto e continua.
  • “Sto scrivendo male.”
    Non correggere subito lo stile. Ricorda che stai scrivendo una prima bozza, non il testo definitivo.
  • “Non so come continuare.”
    Scrivi in poche righe cosa dovrebbe accadere nella scena successiva, anche sotto forma di appunti. Poi riprendi la stesura.
  • “Forse la mia storia non è abbastanza interessante.”
    Non prendere una decisione sulla qualità dell’intero romanzo mentre stai ancora costruendolo. Torna alla domanda: qual è il prossimo evento che deve accadere?
  • “Devo tornare indietro e sistemare tutto.”
    Prima chiediti se quella modifica è davvero indispensabile per poter proseguire. Se non lo è, annotala e rimandala alla revisione.

Regola pratica: durante la prima stesura, non devi risolvere ogni problema che incontri. Devi imparare a distinguere i problemi che impediscono alla storia di andare avanti da quelli che possono aspettare la revisione.

Come superare la sindrome dell’impostore e la paura del giudizio nella scrittura

La sindrome dell’impostore e la paura del giudizio possono portare uno scrittore a mettere continuamente in discussione il proprio lavoro, soprattutto quando confronta una prima bozza con romanzi già pubblicati e revisionati ed è magari anche un perfezionista.

Durante la stesura bisogna separare il valore del progetto dal giudizio sulla singola pagina. Una scena che oggi appare debole non dimostra che non sai scrivere, ma può semplicemente avere bisogno di essere riscritta, spostata o eliminata. Non devi, allo stesso modo, stabilire durante la prima bozza se il romanzo sarà pubblicabile, originale o abbastanza bello per i lettori.

Un esercizio che ti consiglio di fare è questo. Inizia sostituire la domanda “è abbastanza bello?” con domande più utili e costruttive:

  • Questa scena fa quello che deve fare?;
  • Il personaggio desidera qualcosa?;
  • C’è un conflitto?;
  • Cosa deve accadere perché la storia possa proseguire?.

In questo modo il giudizio personale lascia spazio all’analisi del testo e il dubbio diventa un’informazione su cui lavorare, non una sentenza sul proprio talento.

La prima bozza, infatti, non deve dimostrare che sei uno scrittore, ma deve permetterti di arrivare alla fine della storia. Sarà durante la revisione che potrai valutare con maggiore lucidità ciò che funziona, ciò che manca e ciò che deve essere riscritto.

Quali strategie pratiche adottare per continuare a scrivere nonostante l’insicurezza?

Le strategie pratiche più efficaci per continuare a scrivere nonostante l’insicurezza ed evitare il blocco dello scrittore consistono nello stabilire micro-obiettivi quantitativi, nel tenere un diario di bordo del processo narrativo e nell’utilizzare schede di lavoro per monitorare la struttura senza giudicare, a meno in questa fase, lo stile. Lavorare su blocchi di tempo definiti o su un numero contenuto di parole al giorno riduce la pressione emotiva, trasformando la montagna del romanzo in colline facilmente percorribili.

Un altro accorgimento utile è stabilire, prima di iniziare una sessione di scrittura, che cosa vuoi ottenere concretamente da quel momento di lavoro. Non necessariamente devi completare un capitolo, può essere sufficiente scrivere una scena, portare avanti un conflitto o arrivare a una determinata svolta. Avere un obiettivo circoscritto rende più semplice misurare il progresso e impedisce che il giudizio sulla qualità dell’intero romanzo interferisca con il lavoro della giornata.

Quando un dubbio su una scena o su un dialogo rischia di paralizzarti, la scelta migliore non è fermarsi ma inserire una nota al margine e tirare dritto, lasciando il nodo irrisolto per la fase di revisione, in questo modo riconosci il problema senza permettergli di interrompere la stesura. Questo approccio ti consente di mantenere vivo l’impeto creativo e di preservare il ritmo narrativo, evitando che un’incertezza momentanea comprometta la conclusione dell’opera.

È importante, infine, non utilizzare la revisione come una forma di procrastinazione. Tornare continuamente sulle pagine già scritte può dare la sensazione di stare lavorando molto, ma spesso nasconde la difficoltà di affrontare le parti ancora da scrivere. Durante la prima stesura il compito principale è costruire la storia, sarà in una fase successiva che potrai valutare davvero ritmo, stile, coerenza e qualità delle singole scene.

Quando è il momento di chiedere un confronto professionale?

Se senti che i dubbi stanno prendendo il sopravvento sulla tua voglia di raccontare o che ogni incertezza ti porta a fermare la scrittura, uno sguardo esterno può aiutarti a ritrovare direzione e metodo. A volte serve qualcuno che sappia aiutarti a capire cosa non funziona, quali scelte prendere e come continuare a lavorare sul romanzo senza rimettere continuamente tutto in discussione.

Un confronto professionale può essere particolarmente utile quando ti accorgi di girare intorno agli stessi problemi: riscrivi più volte l’incipit senza riuscire ad andare avanti, cambi continuamente la struttura, non sai se i personaggi stanno evolvendo nel modo giusto oppure temi che la trama non abbia abbastanza forza. In questi casi, continuare a lavorare da soli può significare accumulare nuove pagine senza risolvere il nodo principale. Avere una lettura esterna permette invece di distinguere un problema reale del manoscritto da un dubbio nato semplicemente dall’insicurezza dell’autore.

Se vuoi affrontare questo percorso con un metodo e un confronto professionale, puoi scoprire ARIADNE, il mio servizio di affiancamento alla scrittura. Lavoreremo sul tuo progetto narrativo, dalla struttura ai personaggi fino alla gestione della stesura, per aiutarti a procedere con maggiore consapevolezza e arrivare alla fine del romanzo senza perdere di vista la storia che vuoi raccontare.

«Grazie a te ho capito che il romance è il mio vero filone narrativo, quello in cui mi sento più libera di creare. L’affiancamento è stato la parte più dura per me. Eppure la più soddisfacente e totalizzante. Il fatto di avere una ‘coach’ sempre al fianco pronta a darmi consigli e a farmi notare le incongruenze mi dava stimolo per migliorarmi. Credo sia assolutamente necessario averti al fianco in un percorso come questo lo direi anche a chi non si sente bloccato. Il tuo lavoro è eccezionale. Sempre presente, costante, imparziale.»

Francesca, autrice che ha seguito un percorso di affiancamento alla scrittura

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